Collazione ereditaria, in altre parole significa restituzione alla “massa ereditaria” dei beni donati. E’ regolata dall’art. 737 c.c.collazione avvocato successioni ereditarie

  1. Quando si applica? La collazione è un istituto giuridico che si applica esclusivamente all’interno di una divisione ereditaria. Cioè si applica solo nel caso ci sia una comunione ereditaria da dividere. Una comunione di conti correnti, titoli, immobili o beni mobili. Solo in questo caso, l’erede comune appartenente a certe categorie è tenuto a restituire quanto ricevuto in donazione (donazioni collazionabili).
  2. Quali eredi sono tenuti alla restituzione? La collazione riguarda solo i discendenti e il coniuge. E si verifica solo se questi accettano l’eredità. In tal caso essi devono conferire nell’asse ereditario (in natura o per imputazione) quanto ricevuto dal defunto mediante donazione diretta o indiretta. Sempre che la donazione non sia nulla. Vedi il link sull’articolo riguardante gli eredi soggetti a collazione.
  3. Si possono esonerare gli eredi dalla collazione? La collazione si applica automaticamente alla sola presenza della donazione. Tuttavia il donante, nell’atto di donazione,  può dispensare l’erede donatario dalla collazione e nei limiti della quota disponibile. Per attuare una pianificazione ereditaria tramite donazioni (si può fare anche con testamento).
  4. Perché la Legge la prevede? Lo spiega bene la Suprema Corte di Cassazione. L’istituto trova il suo fondamento nella presunzione conforme al sentire comune che il de cuius, facendo in vita donazioni ai figli ed al coniuge, abbia semplicemente voluto compiere delle attribuzioni patrimoniali gratuite in anticipo sulla futura successione. Pertanto, serve a rimuovere la disparità di trattamento non voluta dal defunto. Restituendo le donazioni si ristabilisce la situazione di eguaglianza tra i coeredi prossimi parenti del defunto.

La giurisprudenza prevalente ritiene che l’obbligo della collazione sorga automaticamente all’apertura della successione. Pertanto i beni donati devono essere conferiti indipendentemente da una espressa domanda dei condividenti. Chi eccepisce un fatto impeditivo della collazione ha l’onere di fornire la prova.

Infine va tenuto conto che i beni ricevuti in donazione non possono essere usucapiti del donatario. Infatti, la collazione opera al momento della divisione ereditaria. Il donatario, almeno fino a quando non si verificano i suoi effetti, non esercita sull’immobile un possesso valevole per l’usucapione.

Nei prossimi articoli saranno affrontate questioni specifiche inerenti a questo importante istituto successorio.

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Leggi la nostra GUIDA SULLE SUCCESSIONI EREDITARIE (link)

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