Il costo del trust è un elemento decisivo. Fondamentale nella scelta di questo strumento di protezione patrimoniale. E di pianificazione successoria. Esaminiamo la tassazione, elemento molto rilevante.

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Introduzione al trust

Il trust è un sistema di protezione patrimoniale di origine anglosassone. Un soggetto (disponente o settlor) trasferisce dei beni ad una persona di fiducia (trustee). Il trustee amministra i beni con l’obbligo di ritrasferirli , in un momento prefissato, ad un terzo beneficiario (beneficiary).

Per il costo del trust sono importanti due momenti. L’istituzione del trust da parte del settlor. E il conferimento (dotazione) dei beni nel trust da parte del settlor.

Vediamo la definizione di trust secondo la Cassazione n.25800/2015.

Il trust non è un ente dotato di personalità giuridica.. ma un insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato, nell’interesse di uno o più beneficiari,. e formalmente intestati al “trustee”, il quale, pertanto, disponendo in via esclusiva dei diritti conferiti nel patrimonio vincolato, è l’unico. soggetto legittimato a farli valere nei rapporti con i terzi.

Il costo del trust (fiscale), dipende da come è realizzato

Con la costituzione del trust si verifica sempre un effetto segregativo. Si crea un patrimonio separato. Cosa dice sul punto Cassazione 2043/2017:

l’effetto proprio del trust non è quello di dare vita ad un nuovo soggetto di diritto, ma quello di istituire un patrimonio destinato ad un fine prestabilito.

L’Agenzia delle Entrate la pensa nello stesso modo. Vedi la circolare 3/E del 22 gennaio 2008.

il trust si differenzia dagli altri vincoli di destinazione, in quanto comporta la segregazione dei beni sia rispetto al patrimonio personale del disponente (settlor), sia rispetto a quello dell’intestatario di tali beni (trustee).

Tuttavia, per il costo del trust (fiscale), è importante capire un altro aspetto. Si è creato anche un effetto traslativo?

L’imposta sulle successioni e donazioni

La questione sul costo del trust (fiscale) riguarda l’imposta sulle successioni e donazioni. E’ applicabile all’atto di conferimento in trust?

Per il trust Il provvedimento legislativo da considerare è il D.L. 262/2006.

E’ stata istituita l’imposta sulle successioni e donazioni […] sulla costituzione di vincoli di destinazione, secondo le disposizioni del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni», con conseguente estensione del presupposto impositivo.

Le aliquote dell’imposta sulle successioni e donazioni

L’imposta da riferimento a tre differenti aliquote. Diverse in base al grado di parentela degli eredi. Con altrettante franchigie. In particolare per il coniuge e per i parenti in linea retta l’aliquota è pari al 4%, con franchigia fino a un milione di euro di valore dell’eredità. Per i fratelli e le sorelle l’aliquota è pari al 6%, con franchigia di 100mila euro. Invece, per gli altri parenti fino al quarto grado, per gli affini in linea retta e per gli affini in linea collaterale fino al terzo grado, l’aliquota è del 6% senza franchigia. Per tutti gli altri soggetti, infine, l’aliquota è all’8% senza franchigia.
La franchigia che viene applicata nel caso in cui il beneficiario sia un portatore di handicap grave è di un milione e mezzo di euro. Inoltre, la successione di beni immobili prevede il pagamento dell’imposta ipotecaria, pari al 2%, e di quella catastale, pari all’1%. L’imposta ipotecaria e quella catastale sono pari a 200 euro (somma fissa).

L’Ordinanza 1131/2019 della Cassazione tributaria

Facciamo aiutare dalla recente ordinanza n. 1131/2019 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione. La vicenda giudiziale verteva sul rimborso dell’imposta sulle donazioni. Il disponente del trust l’aveva versata in misura proporzionale. La cassazione ha ripercorso la storia dell’imposta sulle successioni e donazioni. Secondo la corte

nell’ambito concettuale dei “vincoli di destinazione” devono essere ricondotti non solo gli “atti di destinazione” di cui all’art. 2645-ter c.c., ma qualunque fattispecie prevista dall’ordinamento tesa alla costituzione di patrimoni vincolati ad uno scopo … … la tesi dell’immediata tassazione del trust all’atto della segregazione di beni e diritti, senza dover attendere il successivo trasferimento di essi in favore di soggetti beneficiari diversi dall’autore del vincolo funzionale, riposa sull’asserito rilievo impositivo che sarebbe stato attribuito dal legislatore al vincolo di destinazione, per questi ultimi, con conseguente obbligo di corrispondere l’imposta sulle successioni e donazioni, in misura proporzionale, già al momento della segregazione del patrimonio destinato (cfr. in tal senso Cass. n. 3737/2015; n. 5322/2015).

Conclusioni

La Corte di Cassazione ha seguito il più recente orientamento formatosi sulla questione. Basato su due articoli della costituzione (artt. 53 e 23 Cost.). L’imposta deve essere posta in relazione con “un’idonea capacità contributiva”.  Invece il conferimento di beni e diritti in trust non integra di per sé un trasferimento imponibile. Può anche essere un atto neutro, che non dà luogo ad un trasferimento di ricchezza. Per cui si deve fare riferimento al momento dell’effettivo incremento patrimoniale del beneficiario».

Facciamo le considerazioni conclusive. La Corte ha stabilito che l’atto di dotazione di beni in trust è assoggettabile all’imposta sulle successioni e donazioni, in misura proporzionale, solamente in un caso. Quando la costituzione del vincolo di destinazione sulle somme di denaro o sui beni conferiti in trust abbia prodotto un effetto traslativo immediato. Tale è l’indice della capacità economica del soggetto beneficiato.

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