Pianificazione fiscale della successione. Possibili futuri aumenti. Cosa fare?

Quali variazioni ci saranno per la tassa di successione e donazione in Italia? Siamo una mosca bianca rispetto agli altri paesi Europei. Franchigie più alte e aliquote più basse. Come tutelarsi da eventuali riforme.

tassa di successione

Nel 2017 le prime novità sulla tassa di successione

Con l’entrata in vigore del Decreto semplificazione sono cambiati gli obblighi di dichiarazione di successione. Non è più previsto l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione quando il patrimonio del defunto non supera 100.000 euro e se non sono compresi beni immobili.
Presentando la dichiarazione di successione, è l’Agenzia delle Entrate a calcolare l’ammontare della tassa di successione da pagare. L’Agenzia valuta le franchigie da applicare agli eredi:

  • Coniuge e figli usufruiscono di una franchigia di un milione di euro. Ciò significa che fino a un milione di euro non pagano la tassa di successione. Oltre la soglia, si dovrà pagare la tassa relativa all’importo in eccesso con aliquota del 4%.
  • Per i fratelli e le sorelle, la franchigia è 100.000 euro. Nel caso l’eredità superi questa soglia, si dovrà pagare la tassa relativa all’importo in eccesso. L’aliquota è in questo caso fissata al 6%.
  • Per i parenti sino al 4° grado (zii, nipoti, cugini, suoceri e cognati) l’aliquota fissata è al 6%.
  • Ad altri soggetti si applica l’aliquota dell’8%.
  • Per gli eredi disabili la franchigia è di 1.500.000 euro.
Per gli eredi, l’Italia è oggi un paradiso fiscale. Non può purtroppo durare

La tassa di successione è stata abolita dal governo Berlusconi nel 2001. Quindi è stata ripristinata in misura limitata da Prodi nel 2006. Come detto, attualmente In Italia l’aliquota è solo al 4% per coniuge e figli ed arriva al massimo all’8% per i non parenti.  Invece Francia e Regno Unito applicano un’aliquota intorno al 40%. In Spagna ed Irlanda è maggiore del 30%. In Belgio e Germania è intorno al 30%. Se non bastasse, nel caso italiano è garantita l’esenzione completa per patrimoni al di sotto del milione di euro. Per chi eredita siamo un paradiso fiscale!

Merito ed eredità: cosa spinge all’aumento della tassa di successione

L’Europa e diversi partiti politici spingono per l’adeguamento della tassa di successione italiana agli alti livelli europei (oltre il 20% – 30%) e mondiali (in Giappone e Stati Uniti siamo oltre al 50%). Occorre prepararsi a questo adeguamento perché sembra probabile, se non inevitabile anche in tempi rapidi.Il motivo idealistico, a supporto di un’alta tassa di successione, è ben spiegati da Warren Buffett: “Senza la tassa di successione, si origina un’aristocrazia della ricchezza, che comporta tramandare di generazione in generazione il potere di gestire le risorse di una nazione secondo criteri ereditari, non di merito». L’idea insomma è che la tassazione dell’eredità comporta una virtuosa distribuzione della ricchezza. L’evidente scopo  pratico, invece, pare essere quello di far cassa. Di fatto introdurre una patrimoniale per sistemare il precario bilancio statale .

Aumento della tassa di successione: gli aspetti negativi

Quali sono quindi gli ostacoli all’introduzione di una maggiore imposta sull’eredità? Peraltro, una tassa di successione non è sempre indice di equità. Come detto la motivazione dovrebbe essere quella di stimolare la mobilità sociale inter-generazionale. Tuttavia spesso il patrimonio è stato originato dopo pesanti tassazioni, che hanno impedito alla famiglia di investire nell’educazione dei figli o nel rilancio delle aziende. Tassare il patrimonio, senza alleggerire la tassazione sul reddito, potrebbe fiaccare l’intera economia.

Cosa fare? Pianificare l’eredità

Vediamo gli aspetti positivi. Una tassa sull’eredità non potrà mai rompere quella continuità familiare di valori, morali e monetari. Anzi incentiverà forme di trasferimento ai figli esente da tasse del proprio patrimonio, l’investimento nell’educazione, nelle relazioni e nel benessere dei propri figli, contribuendo tra l’altro a “sbloccare” la grande ricchezza privata italiana e a reinserirla nei consumi e nell’economia. La considerazione più tecnica riguarda dunque gli effetti sui comportamenti che una tassa di successione potrebbe comportare. I contribuenti più accorti si rivolgeranno a professionisti (avvocati o commercialisti) per eludere la tassazione, attraverso donazioni ante mortem o con la creazione di holding di famiglia non soggette a tale gravosa tassa, ovvero con trust o polizze assicurative. Con l’ulteriore effetto positivo di disegnare in modo chiaro, e coerente con le proprie aspirazioni, il futuro del proprio patrimonio, anche in deroga alle norme in materia di legittima talvolta fonte di contenziosi interminabili.

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