Estrazione a sorte nella divisione ereditaria

Estrazione a sorte nella divisione ereditaria.Una recente sentenza (Cass.4426/17), ci dà lo spunto per spiegarti il caso della richiesta di assegnazione di beni ereditari da parte più condividenti (eredi ). Quando il giudice  procede al sorteggio. Le regole si applicano non solo alla comunione ereditaria, ma anche a quella ordinaria.estrazione sorte divisione ereditaria

Cosa fa il giudice quando gli eredi chiedono l’assegnazione?

L’art. 729 regola l’assegnazione o attribuzione delle porzioni nella divisione ereditaria. La norma si applica anche alla divisione ordinaria. E’ previsto che, una volta che il Perito (CTU) ha suddiviso i beni ereditari in varie porzioni secondo un progetto divisionale, il tribunale procede a

  • assegnazione delle porzioni eguali mediante estrazione a sorte
  • attribuzione delle porzioni diseguali  

Quando avviene l’estrazione

L’estrazione a sorte della porzione è la via che si percorre solo in ipotesi di richiesta di comproprietari con quote uguali. In questo caso, la discrezionalità del giudice di regola va limitata alla sola individuazione delle modalità attuative dell’estrazione. Il giudice può delegare questa singola operazione anche al notaio.

Quando avviene l’attribuzione diretta

Invece, il sorteggio non si verifica nel caso in cui vi sia la richiesta del maggior quotista. Ma anche una domanda di assegnazione congiunta di più condividenti, la cui riunione dà luogo ad una quota cumulativa di maggioranza. In queste ipotesi il giudice attribuirà quasi certamente il bene al maggior quotista. In ipotesi di quota congiunta è maggiore, di regola il giudice considera la richiesta maggiore, ma in casi particolari ed eccezionali si è preferito privilegiare il singolo, al fine di assicurare l’effettiva divisione (Cass.1566/1999; Cass.8922/1991). 

In caso di pluralità di beni, ai fini della formazione corretta delle quote, sia nel caso di attribuzione che in quello di sorteggio, può porsi la necessità di prevedere conguagli in denaro. Il giudice pronuncia una vera e propria condanna immediatamente esecutiva a pagare il conguaglio. La misura dei conguagli compensativi deve rappresentare una frazione minima rispetto al valore totale della quota, altrimenti le porzioni risultano formate da beni estranei alla massa.

L’estrazione a sorte, facoltativa o obbligatoria?

Il principio di cui all’art.729 c.c., secondo cui l’assegnazione delle porzioni eguali è effettuata mediante estrazione a sorte, non ha carattere assoluto. Prima di tutto il giudice valuta se i beni in comunione sono comodamente divisibili. Il  giudice può derogare all’estrazione qualora questa comporti un frazionamento antieconomico dei beni già comuni. Ad esempio se il bene da dividere sia costituito da un palazzo storico costituito da tre appartamenti, la cui indipendenza comporta una perdita di valore complessiva.

La valutazione effettuata dal giudice è insindacabile in sede di legittimità salvo sotto il profilo dell’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione. Ed infatti, l’art.720 c.c. attraverso l’espressione “preferibilmente”, riconosce al giudice il potere discrezionale di discostarsi dalla previsione normativa purché ciò dipenda da interessi morali e familiari. In tal caso il giudice ha l’obbligo di motivare in modo adeguato e logico (Cass.24053/2008). Questa scelta si risolve in un apprezzamento di fatto incensurabile in sede di legittimità (Cass.3646/2007).

Cassazione n.4426/2017 del 21/2/2017

In linea al principio giuridico sopra evidenziato, la recente Cass. 4426/2017 del 21/2/2017 ha osservato che

“In tema di scioglimento della comunione ereditaria, il criterio dell’estrazione a sorte previsto, nel caso di uguaglianza di quote, dall’art.729 c.c. a garanzia della trasparenza delle operazioni divisionali contro ogni possibile favoritismo, non ha carattere assoluto, ma soltanto tendenziale, e, pertanto, è derogabile in base a valutazioni discrezionali, che possono attenere non soltanto a ragioni oggettive, legate alla condizione funzionale ed economica dei beni, ma anche a fattori soggettivi di apprezzabile e comprovata opportunità, la cui valutazione non è sindacabile in sede di legittimità, se non sotto il profilo del difetto di motivazione, non solo ove il giudice di merito abbia ritenuto di derogare al criterio suddetto, ma anche se abbia scelto di respingere la richiesta di deroga avanzata dalla parte.”

Lo Studio Legale Forcella Peruzzi di Padova mette a disposizione la proprie professionalità nel complesso campo delle successioni ereditarie, del diritto immobiliare e della protezione patrimoniale.

Fai analizzare la tua situazione in un approfondito Colloquio Orientativo, in studio, al telefono o in videochiamata, in cui ascolteremo il tuo racconto e ti prospetteremo le possibili soluzioni giuridiche sulla base della nostra competenza ed esperienza in queste materie.

Vai al Colloquio Orientativo  

 

Hai un semplice dubbio in materia di successioni ereditarie, diritto immobiliare, tutela del patrimonio? Vuoi conoscere nello specifico i nostri servizi? Hai delle esigenze particolari? Mandaci una breve mail. Ti forniamo entro 3/4 giorni risposta mail gratuita e non impegnativa, predisposta da un avvocato dello Studio Legale Forcella Peruzzi di Padova.  

Vai a l’Avvocato Risponde

 

Se hai bisogno invece bisogno di promuovere un giudizio in materia di successioni ereditare, diritto immobiliare o tutela del patrimonio, o hai ricevuto una convocazione in mediazione o un atto di citazione in queste materie, lo Studio opera in tutti  tribunali d’Italia, direttamente o tramite i nostri domiciliatari.

Vai ad Attività giudiziale

 

Se invece sei un erede o un chiamato all’eredità e devi presentare la dichiarazione di successione vai direttamente alla pagina dichiarazione di successione 

Vai a dichiarazione di successione