Questo articolo affronta la liberazione del garante dalla fideiussione bancaria. Un vincolo insidioso che può mettere a rischio la stabilità finanziaria della famiglia e trasmettersi come passività inattesa agli eredi. Liberarsi da una garanzia illegittima o recuperare le somme versate alla banca non significa soltanto difendersi da un debito, ma compiere un atto concreto per preservare la ricchezza accumulata e creare valore per il futuro della propria famiglia.

Abbiamo già visto in passato la liberazione causata da un modello ABI illegittimo (provv. 55/2005 Banca d’Italia). Analizziamo ora il caso della non corretta informazione al garante da parte dell’Istituto di Credito: la mancata trasparenza della Banca alla conclusione del contratto e durante il rapporto, fino agli sviluppi più recenti della giurisprudenza.

La banca è tenuta a vari obblighi nei confronti del fideiussore. Il venir meno da alcuni obblighi può comportare la totale liberazione dalla fideiussione bancaria. Tra questi l’obbligo di informazione al garante. Ogni caso ha le proprie particolarità. Esaminiamo la sentenza n. 16827/16 della Cassazione. Se ne possono trarre importanti insegnamenti generali.

La sentenza Cass. 16827/16: un caso di liberazione dalla fideiussione bancaria

La banca aveva ottenuto un decreto ingiuntivo contro il fideiussore. Il garante si opponeva. Eccepiva che la banca era venuta meno all’obbligo di buona fede e trasparenza. Cioè non lo aveva informato dell’aggravamento del rischio. La Cassazione ha accolto la domanda del garante opponente. La fideiussione bancaria è nulla quando il comportamento della banca beneficiaria non rispetta la correttezza/buona fede nell’esecuzione del contratto. La mala fede della banca si verifica quando la banca abbia concesso al debitore principale nuovi finanziamenti. Senza informare il garante. Nonostante il peggioramento delle condizioni economiche del garantito. Si tratta di una situazione molto frequente.

Cosa dice la sentenza: la banca deve agire anche nell’interesse del fideiussore

Quando c’è un garante, la banca non può fornire nuovo credito al debitore principale che ella sa essere insolvente. L’istituto di credito deve prestare la dovuta attenzione anche all’interesse del fideiussore. Cosa dice la sentenza 16827/16? I giudici hanno osservato che la banca aveva mantenuto finanziamenti pur conoscendone le difficoltà economiche del debitore principale. Aveva esclusivamente confidato nella solvibilità del fideiussore. Così trasferendogli l’aumentato rischio della fideiussione bancaria. Senza informare il garante dell’aumentato rischio. Per tale motivo, secondo i giudici, la banca era incorsa nella violazione degli obblighi di correttezza e buona fede contrattuale. Obblighi che trovano origine negli articoli 2 della Costituzione e artt. 1175 e 1375 del cod. civ.

Approfondimenti sulla fideiussione bancaria omnibus

La vicenda riguarda una fideiussione bancaria omnibus. Che è realizzata solitamente su un modello ABI. Un modello sbilanciato in favore dell’istituto bancario. La banca vuole anzitutto evitare eccezioni relative al rapporto principale. È solitamente previsto l’immediato pagamento da parte del fideiussore “a semplice richiesta scritta, anche in caso di opposizione del debitore”. Il fideiussore rinuncia al beneficio della preventiva richiesta di pagamento al debitore principale. In deroga all’art. 1944 cod. civ. Il legislatore è stato costretto ad intervenire con la legge 17 febbraio 1992 n. 154. Ha preteso l’indicazione del limite massimo dell’importo garantito dal fideiussore (v. art. 1938 cod. civ.). Ha stabilito l’inefficacia delle clausole che dispensino la banca dal richiedere la “speciale autorizzazione” prima di fare credito al cliente debitore, qualora le sue condizioni economiche si aggravino.

La tutela del fideiussore: il principio ispiratore degli obblighi informativi

Le modifiche del 1992 alla disciplina della fideiussione bancaria sono state dettate dall’esigenza di non lasciare il fideiussore in balia della banca. Le principali modifiche: L’introduzione del massimale ed è l’introduzione dell’art. 1956 c.c.:

"Il fideiussore è liberato se il creditore, senza speciale autorizzazione del fideiussore, ha fatto credito al terzo, pur conoscendo che le condizioni patrimoniali di questo erano divenute tali da rendere notevolmente più difficile il soddisfacimento del credito. Non è valida la preventiva rinuncia del fideiussore ad avvalersi della liberazione."

Il fideiussore va informato su nuove concessioni di finanziamento. Ne va richiesta l’autorizzazione. E se la situazione del debitore peggiora? A prescindere da nuovi finanziamenti? Al garante va assicurato un canale di conoscenza. Deve poter decidere di interrompere i suoi impegni se muta la situazione del debitore. La fideiussione bancaria omnibus non può esporre il fideiussore ad un rischio illimitato ed inconsapevole. È utile un richiamo alle norme generali sulla trasparenza dei rapporti bancari (Artt. 115 e seguenti del TUB). Sono norme che provengono dal diritto privato europeo che pongono vincoli di forma ai comportamenti ed agli atti, per limitare lo squilibrio tra le posizioni di partenza dei soggetti coinvolti.

L’art. 1956 c.c. e la buona fede della banca

Il generale obbligo della buona fede determina un ampliamento degli obblighi d’informazione. L’obbligo di buona fede è previsto dall’art. 1375 c.c. La violazione dell’art. 1956 cod. civ. e dell’art. 1375 c.c. deve essere accertata di volta in volta dal giudice. Il Tribunale valuterà se la banca ha fatto credito secondo un comportamento di correttezza e buona fede. E se viene accertata la responsabilità del finanziatore per aver fatto credito “senza la speciale autorizzazione” del garante fideiussore? Quest’ultimo potrebbe essere liberato per l'intero dalla fideiussione bancaria, e non per la singola erogazione concessa non autorizzata. Da queste indicazioni si ricava il principio secondo cui l’art. 1956 cod. civ. costituisce applicazione della clausola generale dell’obbligo di correttezza e di buona fede. Si sanziona con la liberazione del fideiussore il comportamento non corretto del creditore.

Quali conseguenze pratiche per i fideiussori?

I principi espressi dalla giurisprudenza influiscono direttamente sulle decisioni dei Magistrati nei Tribunali e nelle Corti d’Appello. Il fideiussore, di fronte alle pretese dell'istituto di credito, può opporsi al pagamento della fideiussione con:

Il fideiussore può però procedere anche direttamente per vedersi liberare dall’obbligo di pagare la fideiussione bancaria, proponendo cause per:

Le Sezioni Unite n. 24825/2026: cosa cambia oggi nell'analisi delle Fideiussioni ABI

Il quadro giurisprudenziale sulle fideiussioni si è arricchito della pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione (Sent. n. 24825 del 28 agosto 2026), la quale chiarisce che il contenzioso non può più basarsi su automatismi, ma richiede una rigorosa analisi caso per caso:

Ogni posizione ha la sua specificità e non si può fare un discorso generale: occorre ricostruire la cronologia del rapporto, il testo contrattuale residuo e verificare che l'eventuale nullità o decadenza non sia stata superata da un giudicato.

Liberare le Garanzie per Creare e Conservare Valore Familiare

Chi agisce per non pagare una fideiussione o per recuperare le somme ingiustamente versate alla banca non sta semplicemente gestendo una contestazione legale: sta proteggendo la liquidità e il patrimonio destinato alla propria famiglia.

Troppo spesso la fideiussione viene concessa per aiutare un'azienda di famiglia o un parente, finendo per paralizzare il patrimonio personale del garante. Far valere la nullità della garanzia o la violazione della buona fede da parte della banca ha un obiettivo strategico preciso: sbloccare beni e risorse finanziarie per rimetterli a disposizione del nucleo familiare e dei futuri eredi.

Fideiussioni, Protezione del Patrimonio e Pianificazione Successoria

In sede di pianificazione successoria e tutela dei beni, la fideiussione rappresenta uno dei rischi più sottovalutati. Trattandosi di una garanzia personale, la fideiussione non si estingue automaticamente con la morte del garante, ma si trasmette agli eredi, i quali rischiano di ereditare l'obbligo di rispondere per i debiti altrui.

Verificare preventivamente la validità della garanzia o eccepire la decadenza della banca consente di:

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