Nella maggior parte dei casi la lite tra fratelli per eredità riguarda l’eredità di un genitore. Più raramente quella di un altro fratello (o di un parente più lontano). Analizziamo cosa dice la Legge e diamo alcuni suggerimenti.

1. La lite tra fratelli per eredità: una normativa complicata

È essenziale fare una premessa. Le regole giuridiche sulle successioni ereditarie sono molte. Esse sono contenute nel Libro secondo del Codice Civile (articoli 456 e seguenti). Spesso interferiscono, in qualche modo, anche nel caso di lite tra fratelli coeredi. Se vuoi conoscere i concetti base, leggi la nostra GUIDA. Tuttavia, le specifiche norme sullo scioglimento della comunione ereditaria sono oggetto di interpretazioni contrastanti. Vedi il nostro articolo sulla divisione (link). Non solo perché ogni situazione è peculiare. Ma anche per cambi repentini di orientamento della Cassazione. Quindi, è sconsigliabile il fai da te in una lite tra fratelli per eredità.

2. I principali principi in caso di lite tra fratelli per eredità

3. Il testamento fonte di lite tra fratelli per eredità

Esaminiamo il caso in cui un genitore abbia fatto un testamento. Ovviamente non un testamento annullabile o peggio falso. Il testamento sarà la guida della distribuzione dei beni tra i figli. Tuttavia, il genitore non può lasciare a un determinato figlio tutti i suoi beni, e neppure una quota nettamente maggiore. Come scritto sopra, la legge stabilisce che i figli sono eredi sia legittimi che legittimari. Cioè hanno sempre diritto ad una quota minima dell’eredità, a prescindere da quanto previsto nel testamento. Tale quota si chiama legittima. La legittima (quota minima) varia a seconda del numero degli eredi e della presenza in vita del coniuge del defunto.

Se il testamento non rispetta le quote riservate dalla legge ai legittimari, le sue disposizioni possono essere impugnate in tribunale.

4. La lite tra fratelli eredi a causa di donazioni

In taluni casi, la lite tra fratelli per eredità è ingenerata da preferenze fatte in vita dal genitore. Il de cuius potrebbe aver fatto delle donazioni non paritetiche, o addirittura verso uno solo dei figli. Ma dobbiamo considerare anche altre situazioni fonti di litigio: donazioni verso un fratello non dimostrabili o contestate, oppure donazioni con beni di diversa natura. Qualche fratello potrebbe aver ricevuto denaro, qualche altro immobili. Pertanto, anche se non c’è il testamento, un figlio potrebbe ricevere meno della quota minima di cui ha diritto, e si dovrebbe calcolare se si deve compiere la collazione o se si verifica una lesione di legittima spettante a un fratello.

5. La lesione della legittima

Quando sono state fatte discriminazioni da parte del genitore verso i figli, occorre fare delle verifiche e dei calcoli. In particolare, per verificare una lesione di legittima, si deve tenere conto delle donazioni ricevute in vita dal genitore e delle disposizioni testamentarie, al fine di verificare se il de cuius ha leso la quota minima spettante a ciascun fratello. I legittimari (tra cui appunto i fratelli) che vedono compromessa la propria quota minima possono agire in giudizio mediante l’azione di reintegrazione della legittima. La reintegrazione avviene con la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni.

6. La lite tra fratelli eredi causata da finte compravendite

Trattiamo ora di un caso piuttosto frequente: quello delle finte compravendite da parte del genitore. Sono atti simulati volti a nascondere le donazioni del genitore verso un figlio ed evitare che possano essere contestate dagli altri fratelli eredi. La prova della simulazione può essere data in qualsiasi modo. Si parla anche di donazione indiretta. Ovviamente, nella lite per eredità, il fratello svantaggiato ha la possibilità di dimostrare tale situazione e ottenere la collazione della donazione indiretta (ossia far rientrare il valore nell'eredità). In alcuni casi, l’erede può far dimostrare la nullità della donazione, ad esempio quando è avvenuta con uno strumento diverso dalla vendita pubblica, come un bonifico bancario diretto privo di forma pubblica.

7. La divisione negoziale e quella giudiziale

La conclusione di tutto quanto detto sopra è prevedibile: la massa ereditata dai fratelli in lite deve essere divisa. In molti casi i fratelli non riescono a fare una divisione bonaria (negoziale tramite contratto). Si tratta di una situazione molto frequente: la divisione ereditaria immobiliare si dimostra complicata poiché si intrecciano risvolti affettivi, false aspettative, o situazioni in cui un fratello occupa l’immobile o non intende riconoscere le donazioni ricevute. Non rimane che la strada della divisione giudiziale. Leggi la nostra guida approfondita sulla divisione giudiziale ereditaria.

8. Articoli e approfondimenti correlati

Per approfondire i singoli aspetti della gestione delle controversie tra coeredi, consulta le nostre risorse dedicate:

Guida a cura degli Avv.ti Gaetano Forcella e Carlo Peruzzi (Partner) — Successioni Ereditarie, Protezione del Patrimonio e Diritto Immobiliare. Patrocinanti in Corte di Cassazione e Professional Partner 24ORE per la Gestione Patrimoni e Diritto Immobiliare.

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