La dichiarazione di successione può teoricamente essere compilata e depositata telematicamente in autonomia oppure tramite un intermediario abilitato. Ma vale davvero la pena fare da soli? In questa guida esaminiamo le istruzioni tecniche fornite dal Fisco e, soprattutto, i rischi nascosti e le responsabilità legali che si corrono affrontando la pratica senza l'assistenza di un professionista.
La dichiarazione di successione è un adempimento obbligatorio di natura fiscale. Attraverso il deposito telematico di un modello, uno dei chiamati all’eredità comunica all’Agenzia delle Entrate la morte del proprio caro, indicando i chiamati e le rispettive quote. Contestualmente si presenta la richiesta di voltura catastale e si procede al pagamento delle imposte di successione e ipocatastali. Occorre tuttavia fare un’importante precisazione giuridica: il chiamato all’eredità diviene proprietario pro quota dei beni *solo* con l’accettazione (tacita o espressa), che costituisce un atto giuridico ben distinto e indipendente dalla mera dichiarazione fiscale.
1. Chi deve presentarla ed eventuali esoneri
La dichiarazione di successione non deve essere depositata quando nell’asse ereditario non siano compresi immobili o diritti reali immobiliari e il patrimonio del defunto non superi l’importo di € 100.000,00 (entrambe le condizioni devono sussistere congiuntamente).
Inoltre, sono esonerati dall’obbligo i chiamati che abbiano rinunciato all’eredità prima della scadenza del termine o che abbiano chiesto la nomina di un curatore non trovandosi nel possesso dei beni, avendo cura di inviare apposita comunicazione tracciata.
2. Il termine perentorio di presentazione (12 mesi)
La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (coincidente con il decesso del *de cuius*). Il deposito oltre i termini espone gli eredi a sanzioni e interessi fiscali, oltre a bloccare l'accesso ai beni mobiliari e immobiliari del defunto.
3. Come compilare la dichiarazione e i documenti necessari
Per il deposito telematico in autonomia, il cittadino deve utilizzare i canali telematici Entratel o Fisconline e servirsi dell'apposito software dell'Agenzia delle Entrate, seguendo le relative istruzioni ufficiali.
La documentazione da raccogliere e allegare comprende:
- Certificato di morte in carta libera;
- Dichiarazione sostitutiva dello stato di famiglia storico;
- Documenti d'identità e codici fiscali di defunto e chiamati;
- Eventuali copie autentiche di testamenti pubblicati o atti di rinuncia;
- Certificati di sussistenza dei rapporti bancari e postali;
- Atti di provenienza degli immobili, planimetrie e visure catastali.
4. Attivo, passività e calcolo delle imposte
L’attivo ereditario si compone di beni mobili (computati forfettariamente al 10% se non c'è inventario), titoli, beni immobili e quote societarie. Dalle attività si sottraggono le passività deducibili (debiti risultanti da atto scritto avente data certa anteriore al decesso, spese mediche dell'ultimo semestre e spese funebri fino a € 1.550,00).
Sulla base della base imponibile si applicano le aliquote di imposta di successione in base al grado di parentela:
- 4% per coniuge e parenti in linea retta (franchigia di € 1.000.000);
- 6% per altri parenti fino al quarto grado (franchigia di € 100.000);
- 8% per tutti gli altri soggetti.
Le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili vanno invece autoliquidate e versate tramite F23 o addebito diretto.
5. Perché il Fai-da-Te è Rischioso: I Vantaggi di un Avvocato
Sebbene l'Agenzia delle Entrate metta a disposizione guide e software per procedere in autonomia, tentare di fare da sé comporta rischi legali e patrimoniali elevati:
- Il pericolo dell'accettazione tacita: Un errore nella gestione delle volture catastali fai-da-te può configurare un atto di accettazione tacita dell'eredità, facendo subentrare gli eredi nei debiti occulti del defunto senza la protezione del beneficio d'inventario.
- Errori di autoliquidazione: Sbagliare il calcolo delle imposte ipocatastali o l'indicazione delle franchigie espone a sanzioni e accertamenti fiscali.
- Conflitti tra coeredi: La successione apre la comunione ereditaria; un approccio puramente burocratico non tutela i tuoi interessi in caso di disaccordi sulla gestione o divisione dei beni.
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