I fratelli eredi in lite talvolta si disputano l’eredità di un fratello. È un caso più raro rispetto alla successione paterna o materna. La legge prevede una disciplina completamente diversa rispetto a quella della successione del genitore. Analizziamo come funziona.

1. I fratelli hanno diritto all'eredità del fratello premorto?

Nel caso di morte di un fratello, che diritti hanno gli altri fratelli sul patrimonio? La risposta varia sensibilmente a seconda che il defunto abbia lasciato o meno un testamento.

In assenza di testamento (successione legittima):

In presenza di testamento:

Il fratello premorto è tenuto a rispettare esclusivamente le quote riservate agli eredi legittimari (coniuge, figli e, in loro assenza, i genitori). Egli non è tenuto per legge a lasciare alcuna quota ai propri fratelli.

Ad esempio, se muore Caio, celibe, senza figli e con genitori già deceduti: Caio ha tre fratelli, ma se nel testamento nomina erede uno solo di essi, gli altri due non hanno alcun diritto sull’eredità. Allo stesso modo, Caio potrebbe nominare con testamento un terzo estraneo (es. l'amico Tizio) come erede universale: in questo caso i tre fratelli non potranno rivendicare alcuna quota di legittima.

Per un quadro generale consulta la nostra guida sulle successioni ereditarie.

2. Rinuncia all'eredità di un fratello: come funziona la rappresentazione

Analizziamo adesso cosa accade quando l'eredità riguarda un fratello premorto e subentra l'istituto della rappresentazione.

Nel diritto successorio, la rappresentazione consente la sostituzione del chiamato all'eredità con i suoi discendenti, qualora l'ascendente non voglia (ad esempio per rinuncia) o non possa (per premorienza o indegnità) accettare l'eredità.

Che succede se un fratello rinuncia all’eredità, ad esempio per questioni debitorie? Occorre innanzitutto verificare se il defunto ha previsto una sostituzione testamentaria nel testamento, la cui volontà prevale. Qualora non vi sia disposizione testamentaria, si applicano le norme di legge sulla rappresentazione.

3. Le norme del Codice Civile sulla rappresentazione (Artt. 468 e 469 c.c.)

L’art. 468 c.c. stabilisce espressamente:

"La rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli legittimi, legittimati ed adottivi, nonché dei discendenti dei figli naturali del defunto, e nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto."

Il successivo art. 469 c.c. aggiunge:

"La rappresentazione ha luogo in infinito, siano uguali o disuguali il grado dei discendenti o il loro numero in ciascuna stirpe."

4. L'orientamento della giurisprudenza sui discendenti dei fratelli

Dalla lettura delle norme emerge che i soggetti a favore dei quali opera la rappresentazione nella linea collaterale sono i discendenti dei fratelli o delle sorelle del defunto (ossia i nipoti ex fratre).

Per agevolare la comprensione, facciamo un esempio pratico: Tizia, nubile e senza figli, dispone per testamento che vengano chiamati all’eredità i figli dei suoi due fratelli. Uno dei nipoti, Mevio, premuore a Tizia. I figli di Mevio succedono in rappresentazione?

La Corte d’Appello di Milano ha chiarito sul punto che:

"...oltre che figlio o fratello, il rappresentato può essere discendente del figlio o del fratello del defunto. Ciò risponde al principio della rappresentazione, quale principio che alla posizione del figlio o del fratello del defunto parifica fondamentalmente quella dei loro discendenti... la rappresentazione ha luogo tanto a favore dei discendenti di figlio o fratello, quanto a favore dei discendenti di nipoti ex filio o ex fratre."

I giudici hanno ulteriormente evidenziato che "se si escludessero dalla successione i discendenti del nipote ex fratre, eguale sorte dovrebbe toccare ai discendenti del nipote ex filio, e in tal modo si verrebbe a svuotare quasi completamente il contenuto della disposizione che estende l’istituto all’infinito."

5. Conclusioni sulla rappresentazione dei figli dei fratelli coeredi

Sulla base del quadro normativo e giurisprudenziale si possono trarre due conclusioni fondamentali:

6. La divisione dell'eredità: via negoziale e giudiziale

Quando il patrimonio del fratello defunto perviene a più fratelli o nipoti, si forma una comunione ereditaria che deve essere divisa.

Qualora non si riesca a raggiungere un accordo per la divisione negoziale dal Notaio — situazione frequente a causa di attriti personali, disaccordi sulle valutazioni degli immobili o pretese pregresse — l'unica soluzione per sciogliere la comproprietà è l'avvio della causa di divisione giudiziale ereditaria.

Articolo a cura degli Avv.ti Gaetano Forcella e Carlo Peruzzi (Partner) — Successioni Ereditarie, Protezione del Patrimonio e Diritto Immobiliare. Patrocinanti in Corte di Cassazione e Professional Partner 24ORE per la Gestione Patrimoni e Diritto Immobiliare.

7. Guide fondamentali su fratelli in lite per l'eredità

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